Lidia Albanese



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I miei lavori sin dall’inizio sono state piccole sculture di neonati colti nei loro atteggiamenti tipici preferendo i bambini come miei soggetti per una naturale predisposizione verso l’infanzia. Nei primi tempi mi sono incentrata completamente su creazioni chiamate full sculpt, in seguito considerando che con la scultura totale potevo solo rappresentare una figura fermandola per sempre in un unico istante e stabilendo così ’irrevocabilmente se doveva essere un maschietto o una femminuccia è nato in me il desiderio di cimentarmi nella creazione di bebe’, pur sempre in miniatura ma posizionabili anche detti sculture parziali quelli con capo e arti mobili, per avvicinare le mie creazioni ulteriormente alla realta’, e consentirgli di assumere una svariata quantità’ di pose come se fossero vivi. Con questa tipologia di bambola si aggiunge una caratteristica importantissima: la comodita’ di vestirla, che lascia ampia scelta al possessore sia di gestirne l’abbigliamento a suo gusto sia di determinare la propria preferenza per il sesso. E’ stato cosi che dopo quasi un anno di sole sculture, sono nate anche le mie prime posizionabili. Scegliere di fare una bambola posizionabile richiede un lavoro diverso da quello necessario per una scultura fissa, richiede più’ ore di lavorazione, più’ materiali e a volte non è semplice ottenere al primo approccio un effetto realistico. Sulle sculture che sulle posizionabili è importante ricreare le giuste proporzioni,le mani ed i piedi non devono essere troppo grandi e a tal proposito va ricordato che i neonati hanno la testa più’ grande del restante e un pò ciondolante. Agevolata da un mio innato e forte spirito di osservazione, ed avendo approfondito con un breve studio di anatomia, ho sempre cercato di memorizzare qualcosa di ogni bimbo incontrato, dimensioni, dettagli, aiutata da ricordi dei primi mesi di vita di mia figlia, per perfezionare e riportare tutto ciò sui miei lavori. Un bebè posizionabile si può costruire assemblando 6 pezzi che compongono l’intera bambola: testa, busto, braccia e gambe modellati tutti interamente con il polimero, con questa tipologia di pezzi si abbreviano i tempi e si necessita di meno materiali, la mobilita’ c’è ma è ridotta perché il busto è rigido oppure a differenza della prima tecnica ve n’è una leggermente più elaborata consisterebbe nello scolpire arti e testa in polimero ma fare il corpo in stoffa imbottito. Per ora io ho scelto di creare le mie posizionabili con il secondo metodo perché le rende più vere e più vicine alle mie aspettative ma non escludo di provare altre forme in futuro.Cucio esclusivamente a mano il busto che poi vado a riempire. Per l’imbottitura uso a volte del granulato plastico ma vanno bene anche microsfere di vetro, a grana molto piccola, e a seconda della reperibilitaà sul mercato, oppure uso le fibre di poliestere comunemente usate per riempire i cuscini. A mio avviso il granulato da’ un effetto più soffice specialmente se il busto non si colma troppo e tra le tante riempiture lo preferisco. Altro effetto morbido io lo ottengo con il granulato chiamato Elastomer simile ad una gelatina che al tatto ricorda la consistenza dei bambini paffutelli e che da’ una sensazione piacevole e veritiera, conosciuto tra le creatrici di bambole reborn perché spesso usato da loro per riempire e dare peso ai corpicini. Il granulato come già detto è quello che consente più’ movimento e posizionabilità alla bambola oltre che morbidezza rispetto alle fibre, queste ultime hanno la proprietà di rendere il busto più compatto e fermo per chi lo preferisce con un risultato quasi prossimo o intermedio ad un busto scolpito. Si prosegue poi alla creazione degli arti e della testolina da unire al busto, anche nel modo di attaccarli tra loro vi sono diverse tecniche, una è quella che si serve dell’uso di un anellino metallico posto al lato di ogni pezzo che comporrà il bimbo, ognuno di questi va inserito dalla parte interna degli arti e alla base del collo durante la creazione degli stessi, dovrà essere messo nel polimero prima dell’operazione di cottura poiché sarà in questo modo che il gancio o anellino si salderà alla resina. Tali ganci permetteranno poi grazie ad una cucitura (quando il busto è in stoffa), di fissare con ago e filo ogni singolo pezzo al corpo, entrando con l’ago nel anellino come si farebbe per fermare un bottone. Il pregio è un enorme mobilità, è una metodica che a lavoro ultimato resta poco notabile e da l’impressione di un lavoro pulito lo svantaggio è che questo metodo non fa si che la bambola possa rimanere con gli arti sollevati, il peso li fa ricadere giù, lo trovo molto adatto per i bebè dormienti, ma non l’ho mai adottato, per contro vi è un’altra tecnica più semplice: quella di creare dei fori che trapassino da un estremità all’altra le braccine, le gambe e il collo, dentro i quali passa un filo che li collega. Per il momento ho preferito usare questa seconda modalità. Lavorando su dimensioni tanto ridotte trovo che questa sia per me la via più veloce e congeniale nonostante lasci intravedere i nodi esterni che servono a bloccare il filo, ma va considerato che questo particolare trascurabile è visibile quando la bambola è nuda quindi cerco di ovviare confezionando all’uncinetto vestitini molto elaborati che possano coprire i quattro punti, in compenso gli arti non hanno un effetto penzolante ma più stabile rispetto all’uso dei ganci. Sò che nella realizzazione di bambole mobili ho ancora da sperimentare ed è nei miei programmi il miglioramento delle attaccature di arti e testa, confidando nella creatività nell’inventiva e nell’esperienza che solo il tempo dona. La maggior parte delle mie posizionabili prediligo farle sveglie piuttosto che addormentate come invece meglio si addice alle sculture fisse. Un bambino sveglio logicamente è più in movimento di uno dormiente, e braccine protese nell’atto di voler essere preso in braccio o gambette in posa scalciante sono più appropriate ad un bimbo sveglio che non, senza escludere il fascino di due occhietti espressivi!! Tutto questo fa parte della mia costante ricerca di autenticità’, basilare per un risultato finale al quale miro. Ogni artista è unico per il suo stile le sue idee o innovazioni, per la sua visione delle cose trasmessa attraverso i suoi lavori, dicendo questo intendo che alla fine non è necessaria nell’arte tanta conformità alla realtà, perché anche un viso con tratti esasperati può piacere, ma io mi sento molto figurativa, mi sono spesso espressa cosi’ anche nella pittura, benché abbia conseguito studi piuttosto tendenti all’astrattismo, ad ogni modo qualunque percorso sceglierò di fare, sarà sempre con amore e lo faro’ perché da collezionista e poi creatrice di bambole d’artista in prima persona desidero offrire ad altri amatori con i miei neonati qualcosa di unico sia con le sculture che con i bebè posizionabili.