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Opere
I miei lavori sin dallinizio sono state piccole sculture di neonati colti
nei loro atteggiamenti tipici preferendo i bambini come miei soggetti per una naturale
predisposizione verso linfanzia. Nei primi tempi mi sono incentrata completamente su creazioni chiamate full
sculpt, in seguito considerando che con la scultura totale potevo solo rappresentare una
figura fermandola per sempre in un unico istante e stabilendo così irrevocabilmente
se doveva essere un maschietto o una femminuccia è nato in me il desiderio di cimentarmi
nella creazione di bebe, pur sempre in miniatura ma posizionabili anche detti
sculture parziali quelli con capo e arti mobili, per avvicinare le mie creazioni
ulteriormente alla realta, e consentirgli di assumere una svariata quantità
di pose come se fossero vivi. Con
questa tipologia di bambola si aggiunge una caratteristica importantissima: la
comodita di vestirla, che lascia ampia scelta al possessore sia di gestirne
labbigliamento a suo gusto sia di determinare la propria preferenza per il sesso. E stato cosi che dopo quasi un anno di
sole sculture, sono nate anche le mie prime posizionabili. Scegliere di fare una bambola posizionabile richiede un lavoro
diverso da quello necessario per una scultura fissa, richiede più ore di
lavorazione, più materiali e a volte non è semplice ottenere al primo approccio un
effetto realistico. Sulle
sculture che sulle posizionabili è importante ricreare le giuste proporzioni,le mani ed i
piedi non devono essere troppo grandi e a tal proposito va ricordato che i neonati hanno
la testa più grande del restante e un pò ciondolante. Agevolata da un mio innato e forte spirito di osservazione, ed
avendo approfondito con un breve studio di anatomia, ho sempre cercato di memorizzare
qualcosa di ogni bimbo incontrato, dimensioni, dettagli, aiutata da ricordi dei primi mesi
di vita di mia figlia, per perfezionare e riportare tutto ciò sui miei lavori. Un bebè posizionabile si può costruire
assemblando 6 pezzi che compongono lintera bambola: testa, busto, braccia e gambe
modellati tutti interamente con il polimero, con questa tipologia di pezzi si abbreviano i
tempi e si necessita di meno materiali, la mobilita cè ma è ridotta perché
il busto è rigido oppure a differenza della prima tecnica ve nè una leggermente
più elaborata consisterebbe nello scolpire arti e testa in polimero ma fare il corpo in
stoffa imbottito. Per ora io ho scelto di creare le mie posizionabili con il secondo
metodo perché le rende più vere e più vicine alle mie aspettative ma non escludo di
provare altre forme in futuro.Cucio esclusivamente a mano il busto che poi vado a
riempire. Per limbottitura uso a volte del granulato plastico ma vanno bene anche
microsfere di vetro, a grana molto piccola, e a seconda della reperibilitaà sul mercato,
oppure uso le fibre di poliestere comunemente usate per riempire i cuscini. A mio avviso
il granulato da un effetto più soffice specialmente se il busto non si colma troppo
e tra le tante riempiture lo preferisco. Altro effetto morbido io lo ottengo con il
granulato chiamato Elastomer simile ad una gelatina che al tatto ricorda la consistenza
dei bambini paffutelli e che da una sensazione piacevole e veritiera, conosciuto tra
le creatrici di bambole reborn perché spesso usato da loro per riempire e dare peso ai
corpicini. Il granulato come già
detto è quello che consente più movimento e posizionabilità alla bambola oltre
che morbidezza rispetto alle fibre, queste ultime hanno la proprietà di rendere il busto
più compatto e fermo per chi lo preferisce con un risultato quasi prossimo o intermedio
ad un busto scolpito. Si prosegue
poi alla creazione degli arti e della testolina da unire al busto, anche nel modo di
attaccarli tra loro vi sono diverse tecniche, una è quella che si serve delluso di
un anellino metallico posto al lato di ogni pezzo che comporrà il bimbo, ognuno di questi
va inserito dalla parte interna degli arti e alla base del collo durante la creazione
degli stessi, dovrà essere messo nel polimero prima delloperazione di cottura
poiché sarà in questo modo che il gancio o anellino si salderà alla resina. Tali ganci
permetteranno poi grazie ad una cucitura (quando il busto è in stoffa), di fissare con
ago e filo ogni singolo pezzo al corpo, entrando con lago nel anellino come si
farebbe per fermare un bottone. Il pregio è un enorme mobilità, è una metodica che a
lavoro ultimato resta poco notabile e da limpressione di un lavoro pulito lo
svantaggio è che questo metodo non fa si che la bambola possa rimanere con gli arti
sollevati, il peso li fa ricadere giù, lo trovo molto adatto per i bebè dormienti, ma
non lho mai adottato, per contro vi è unaltra tecnica più semplice: quella
di creare dei fori che trapassino da un estremità allaltra le braccine, le gambe e
il collo, dentro i quali passa un filo che li collega. Per il momento ho preferito usare
questa seconda modalità. Lavorando su dimensioni tanto ridotte trovo che questa sia per
me la via più veloce e congeniale nonostante lasci intravedere i nodi esterni che servono
a bloccare il filo, ma va considerato che questo particolare trascurabile è visibile
quando la bambola è nuda quindi cerco di ovviare confezionando alluncinetto
vestitini molto elaborati che possano coprire i quattro punti, in compenso gli arti non
hanno un effetto penzolante ma più stabile rispetto alluso dei ganci. Sò che nella
realizzazione di bambole mobili ho ancora da sperimentare ed è nei miei programmi il
miglioramento delle attaccature di arti e testa, confidando nella creatività
nellinventiva e nellesperienza che solo il tempo dona. La maggior parte delle mie posizionabili prediligo farle sveglie
piuttosto che addormentate come invece meglio si addice alle sculture fisse. Un bambino
sveglio logicamente è più in movimento di uno dormiente, e braccine protese
nellatto di voler essere preso in braccio o gambette in posa scalciante sono più
appropriate ad un bimbo sveglio che non, senza escludere il fascino di due occhietti
espressivi!! Tutto questo fa
parte della mia costante ricerca di autenticità, basilare per un risultato finale
al quale miro. Ogni artista è
unico per il suo stile le sue idee o innovazioni, per la sua visione delle cose trasmessa
attraverso i suoi lavori, dicendo questo intendo che alla fine non è necessaria
nellarte tanta conformità alla realtà, perché anche un viso con tratti esasperati
può piacere, ma io mi sento molto figurativa, mi sono spesso espressa cosi anche
nella pittura, benché abbia conseguito studi piuttosto tendenti allastrattismo, ad
ogni modo qualunque percorso sceglierò di fare, sarà sempre con amore e lo faro
perché da collezionista e poi creatrice di bambole dartista in prima persona
desidero offrire ad altri amatori con i miei neonati qualcosa di unico sia con le sculture
che con i bebè posizionabili.
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